Vino, dallo scandalo metanolo ai record

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Continua a fare registrare record importanti il vino italiano, che nel 2015 ha visto un ulteriore incremento alla voce esportazioni: quello dell’enologia è un settore dunque ancora in forte crescita per il nostro paese che punta su prodotti di eccellenza particolarmente apprezzati oltre i confini nazionali.

Sono lontane dunque le difficoltà che, ormai trent’anni fa (era il 1986) avevano fatto a lungo barcollare questo settore. Il riferimento è allo scandalo legato alla presenza di metanolo in alcuni tipi di vino, scandalo che diede il via a una lunga inchiesta che ebbe come risultato più immediato quello di danneggiare l’immagine del Belpaese all’estero. E d’altronde non avrebbe potuto essere altrimenti, con decine di intossicati a causa della sostanza proibita inserita nel vino al fine di innalzarne la gradazione alcolica (ma della quale furono sottovalutati gli effetti tossici sull’organismo). Uno scandalo dal quale il settore vinicolo italiano si è ripreso non senza difficoltà perché molto tempo è servito per risollevare l’immagine del Belpaese all’estero. Oggi però quei tempi sono definitivamente superati perché la produzione enologica in Italia è in forte crescita e la vendita del vino all’estero è ancora uno dei punti di forza dell’economia tricolore. Nel 2015 è stato registrato un record storico, con 5,4 miliardi di vino venduto all’estero. Se si paragonano le vendite a trent’anni fa, il dato che emerge è lampante: aumento del 575%, niente male insomma. I numeri parlano chiaro e collocano l’Italia ai primi posti tra i paesi esportatori di vino: basti pensare che oggi una bottiglia di vino esportato su cinque arriva dall’Italia. E viaggiano benissimo le esportazioni verso quei paesi che hanno cominciato ad apprezzare il vino solo negli ultimi anni. Per esempio la Cina che dall’Italia, nel solo 2015, ha importato qualcosa come 80 milioni di euro. Vendite in ascesa dunque e scenari ben definiti: negli Stati Uniti sono particolarmente apprezzati Chianti, Brunello di Montalcino, Pinot Grigio e Barolo con quest'ultimo che, insieme al Prosecco, è uno dei vini più venduti anche in Germania con l'Amarone della Valpolicella e il Collio. E in forte crescita c’è anche lo spumante, che prima era prodotto nettamente meno considerato rispetto allo champagne francese e che invece oggi sta recuperando terreno.

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