Viticoltura italiana, c’è bisogno di un cambio di rotta

|
Solo due anni fa l’Italia era il paese che produceva più vino al mondo, ora si trova al secondo posto della classifica, dietro la Francia e prima della Spagna, paese che in questi ultimi anni ha saputo sfruttare al meglio sul mercato le sue potenzialità nel settore vinicolo. Inoltre, le superfici coltivate a vite sono in diminuzione costante da circa un decennio: dal 2000 al 2013 gli ettari di terreno vitato in Italia sono passati da 800mila a circa 640mila, perdita che ha portato il paese a passare al terzo posto della classifica per estensione delle coltivazioni, dietro la Francia e la Spagna.Sono questi alcuni dati pubblicati nel rapporto "Vino in cifre" del Corriere Vinicolo che fanno riflettere su come la strada intrapresa qualche decennio fa nel settore stia adesso portando a risultati non sperati: se, fino a qualche anno fa, avveniva una sorta di diminuzione strategica delle superfici vitate finalizzata a far aumentare la domanda di vino italiano e poter così avere un maggiore guadagno, ad oggi questo sistema ha portato i consumatori, più informati e attenti di un tempo, a scegliere prodotti di altri paesi.In tutte le regioni d’Italia si sono registrati forti cali dei terreni dedicati alla coltivazione della vite (le perdite maggiori si sono avute in Sicilia, in Puglia e nel Lazio) in particolar modo per le uve destinate alla produzione di vino da tavola. Altro fenomeno che accomuna la maggior parte delle regioni italiane è il progressivo invecchiamento dei vigneti – la percentuale di reimpianti è scesa dal 5 al 3% - e, con loro, dei proprietari stessi delle vigne e delle aziende che producono vino.Per quanto, infatti, il settore vinicolo sia uno di quelli più floridi in questo periodo, in Italia sono pochi i giovani che intendono seguire la strada della viticoltura e, spesso, non sono abbastanza preparati per rendersi attraenti e competitivi sul mercato. Solo attraverso una formazione professionali dei futuri conduttori di aziende vinicole italiane e un sistema interno di collaborazione tra le diverse realtà il settore vinicolo italiano potrà affrontare la sfida del mercato globale.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA RIVISTA

Conferisco il consenso al trattamento dei dati personali