Vitigni nel mondo, aumentano le superfici coltivate, consumi stabili

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Crescono le superfici vitate nel mondo e nel 2015 sono stati 7,534 milioni gli ettari coltivati, con la Cina che si conferma in grande spolvero grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni. E dopo un periodo difficile, dovuto alla crisi economica che ha colpito non solo l'Italia ma anche molti altri paesi europei, ecco che anche il consumo di vino si mantiene stabile a 240 milioni di ettolitri. Ad affermarlo è il report Conjoncture viticole mondiale: évolutions et tendances presentato a Parigi dall’Oiv - Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

Numeri che possono essere certamente migliorati ma che aprono uno spiraglio per il futuro e che fanno ben sperare in un momento storico di certo non facile per l'economia dell'intero pianeta. Nonostante la crisi, il vigneto mondiale sta tenendo botta pur perdendo qualcosa in qua e in là. Si parla di 7.000 ettari di superfici vitate in meno tra Cina e Nuova Zelanda mentre l'Europa nel solo 2015 perde circa 26.000 ettari. Ma se le coltivazioni vitate registrano un leggero calo, rimane invece stabile la produzione mondiale di mosti e vini. L'anno che si è concluso ha fatto registrare risultati positivi con 274,4 milioni di ettolitri prodotti, 5,8 milioni in più rispetto al 2014. E, dato da non sottovalutare, l'Italia torna al primo posto nella classifica dedicata ai paesi più produttivi (49,5 milioni di ettolitri), seguita dalla Francia (47,5 milioni di ettolitri) e dalla Spagna (37,2). Il 2015 si conclude in modo positivo anche per gli Stati Uniti che chiudono a quota 22,1 milioni di ettolitri mentre un leggero calo si avverte in Argentina e Sudafrica. Tuttavia, cercando di tracciare un bilancio per quanto riguarda la produzione nel mondo di vino, questo non può che essere positivo.

E per quanto riguarda i consumi? Questi si presentano più o meno stabili con leggera tendenza all'aumento. Al primo posto, con 31 milioni di ettolitri, si conferma il mercato degli Stati Uniti, mentre cala di un po' la Francia che si ferma a 27,2 milioni di ettolitri nel 2015, seguita dall’Italia, stabile a 20,5 milioni di ettolitri.

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