Xylella Fastidiosa, sarà davvero una Pasqua senza ulivo?

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Il rischio di una Pasqua senza il tradizionale ramoscello di ulivo si fa sempre più concreto. L’epidemia di Xylella fastidiosa, batterio del ceppo della subspecie Pauca provieniente dal Sud America, che ha colpito in particolar modo la provincia di Lecce è pericolosamente fuori controllo – queste le parole contenute nella relazione investigativa del Corpo Forestale dello Stato a riguardo – e sembra che al momento non ci sia altra soluzione che vietare lo scambio dei tradizionali ramoscelli e l’abbattimento delle piante infette per salvare gli ulivi sani.La seconda drastica soluzione è all’esame dell’Unione Europea – la decisione arriverà a fine mese – che ha precisato la sua posizione spiegando che l’abbattimento degli ulivi non sarà indiscriminato ma, nel caso, si tratterà di interventi mirati con tagli selettivi e la creazione di zone cuscinetto. Il commissario alla salute Vytenis Andriukaitis ha evidenziato che, benché si tratti di una misura dolorosa per gli agricoltori, è anche l’unica possibile, dato che non ci sono al momento altri mezzi per fermare l’epidemia di Xylella.La Xyella fastidiosa, infatti, è un organismo presente da poco tempo nel nostro paese, per cui le conoscenze in merito dei ricercatori sono ancora poche, e comunque non sufficienti per trovare una terapia efficace nel breve periodo. Lo stesso sul fronte internazionale, con gli Stati Uniti che studiano da oltre 100 anni questo organismo senza ancora aver trovato una soluzione al problema.Le indagini svolte in questi ultimi mesi hanno portato alla mappatura del genoma del batterio Xylella, il che ha permesso di capire che si tratta di un organismo appartenete alla subspecie Pauca che proviene dal Sud America, dove attacca principalmente le piantagioni di agrumi e di caffè, nello specifico dal Costa Rica, dato che lo stesso batterio è stato trovato su piante di caffè provenienti dal paese in Francia e in Olanda. Quella presente in Italia è una variante particolarmente aggressiva nei confronti dell’ulivo.Secondo gli esperti l’epidemia di Xylella si sta diffondendo sempre più velocemente e, poiché non esiste ancora un modo per intervenire sul batterio, è necessario agire sul suo vettore, gli insetti, riducendone il serbatoio,  per questo l'unico strumento è quello di abbattere le piante infette.

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