Zucchero, è il momento di passare alla pratica

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Il settore bieticolo saccarifero italiano ed europeo sta attraversando un periodo di forte crisi che richiede un intervento diretto e concreto tanto da parte dello Stato italiano quanto da parte delle istituzioni europee.Oltre, infatti, alla generale crisi economica che sta affliggendo tutti i comparti economici, alcune decisioni dell’Unione Europea rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione: da un lato la fine delle quote zucchero prevista per ottobre 2017 e, dall’altro, la decisione 2015/103 della Commissione di escludere 90 milioni di euro dal finanziamento comunitario a causa del mantenimento in attività di taluni silos di alcuni zuccherifici dismessi.Da tempo gli attori della filiera dello zucchero chiedono al Governo, nello specifico al Ministero delle Politiche Agricole, di prendere una posizione in merito nei confronti dell’Unione Europea e sembra che qualcosa inizi a muoversi. Nei giorni scorsi, infatti, dopo che il Ministro Martina, in sede di Consiglio dei ministri dell’Agricoltura Ue, ha proposto ai suoi colleghi di creare un gruppo di lavoro con il compito di monitorare la situazione del mercato europeo dello zucchero, si è riunito dopo due anni il Comitato interministeriale bieticolo-saccarifero.Un evento, questo, che ha dato nuova speranza al settore, anche se, come sottolineato da Unionzuccheri, ora c’è bisogno che le decisioni prese dal Comitato e dalle altre istituzioni coinvolte diventino, in tempi brevi, azioni concrete e mirate a sostegno di tutta la filiera.Il percorso da seguire è praticamente già tracciato. Secondo Unionzuccheri, che ha scritto una lunga missiva al Ministro Martina, le priorità, al momento, riguardano il pagamento degli aiuti nazionali 2009 e 2010 previsti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione a favore della filiera bieticolo-saccarifera, pari a 46 milioni di euro, autorizzati dal 2006 ma ancora non erogati, e la risoluzione della controversia sui silos zucchero, che dovrebbe assicurare che in caso di ricorsi giurisdizionali non vengano assunti ulteriori provvedimenti pregiudizievoli nei confronti delle imprese che hanno dato  puntuale attuazione ai piani di ristrutturazione approvati dal Mipaaf.È necessario, inoltre, formalizzare quanto prima tutti i progetti di riconversione indirizzati alla produzione di energie da fonti rinnovabili, con particolare attenzione a quelli non ancora autorizzati a causa dei lunghi iter burocratici previsti.

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